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Bullismo: facciamo chiarezza

bullismo

Bullismo e cyberbullismo sono parole che sentiamo nominare spesso, perché purtroppo la cronaca ce ne presenta casi in modo frequente.
L’attenzione rivolta a questi fenomeni è cresciuta contestualmente all’aumento della loro incidenza e alla consapevolezza della gravità della problematica.
Spesso però se ne parla a sproposito, riferendosi a situazioni che poco o nulla hanno a che vedere con questi fenomeni socio-psicologici. Per questo è necessario delinearne le caratteristiche principali, e lo faremo a seguire.

Approfondimento doveroso sul bullismo

Usare le parole in modo non corretto può generare confusione e rendere quindi più difficile la prevenzione e il contrasto di questi problemi.
Le foto degli articoli che riportiamo ne sono un esempio. Ecco perché riteniamo sia fondamentale partire facendo chiarezza e definendo correttamente cosa si intende per bullismo e cyberbullismo. Ripeterlo non fa mai male!

bullismo
Fonte il Giornale.it

Per spiegare cos’è il bullismo, partiamo innanzitutto dicendo cosa non è definibile come tale: gli scherzi, la delinquenza, i litigi.
La definizione classica di bullismo, proposta dal primo studioso che se ne occupò negli anni ‘70, Dan Olweus, è la seguente:
Uno studente è oggetto di azioni di bullismo, ovvero è prevaricato o vittimizzato, quando viene esposto ripetutamente, nel corso del tempo, alle azioni offensive messe in atto da parte di uno o più compagni”.

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Caratteristiche e tipologie del bullismo

Affinché si possa effettivamente classificare un comportamento come bullismo, è essenziale che siano presenti 3 caratteristiche:

  • La reiterazione nel tempo delle condotte: gli episodi devono essere più di uno, e ripetersi con una certa continuità;
  • L’intenzionalità delle azioni: le vessazioni del bullo nei confronti della vittima devono essere realizzate con la specifica e premeditata volontà di ferire e arrecare dolore e paura;
  • L’asimmetria di potere fra i protagonisti: bullo e vittima/e non devono essere individui alla pari, per quanto riguarda età o imponenza fisica; il bullo deve sovrastare la vittima.

Parlando di bullismo occorre distinguere poi fra la forma diretta e la forma indiretta.
La prima comprende tutti gli attacchi di carattere fisico (calci, pugni, spintoni, sberle, ecc) o verbale (minacce, insulti, prese in giro, ecc) compiuti dal bullo ai danni della vittima.
La seconda invece racchiude quelle tipologie più subdole e meno evidenti, che mirano ad escludere, isolare e mettere in cattiva luce la vittima, diffondendo pettegolezzi sul suo conto ad esempio.

cyberbullismo

Chi sono i protagonisti di una azione di bullismo?

Il bullismo è un fenomeno relazionale, che avviene all’interno di rapporti interpersonali fra individui. In genere si verifica in contesti specifici, in primis la scuola, ma anche parchi, luoghi di ritrovo ricreativi, ambienti sportivi, oratori. Ovunque vi siano concentrati di ragazzi che, per un motivo o per un altro, entrano in contatto fra di loro.
I protagonisti sono:

  • il bullo, ovvero chi compie azioni di prevaricazione nei confronti di altre persone;
  • la vittima, cioè la persona che viene presa di mira dal bullo;
  • gli aiutanti del bullo, ragazzi che, o perchè sono in linea col modo di fare del bullo, o perché ne sono soggiogati per timore, lo sostengono e appoggiano;
  • gli aiutanti della vittima, ragazzi che prendono le sue difese, andando contro il bullo o chiedendo aiuto a qualche adulto;
  • la maggioranza silenziosa, il gruppo di persone che assiste agli episodi di bullismo senza fare niente, addirittura facendo finta di nulla e voltandosi dall’altra parte.