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Cyberbullismo, un pericolo reale, non virtuale

cyberbullismo

Oggi ci occupiamo di cyberbullismo, termine con cui si indica la trasposizione in Rete del bullismo. La prima sostanziale differenza rispetto al bullismo è quindi l’assenza di uno scontro diretto, fisico, fra bullo e vittima. Ciò a cui si assiste sono attacchi inferti attraverso le tecnologie.
Il cyberbullismo presenta perciò caratteristiche e forme proprie, che andremo a descrivere in seguito.

Pubblichiamo un utile specchietto con le caratteristiche dei due fenomeni, in modo che siano evidenti le differenze.

cyberbullismo e bullismo

Dal bullismo classico a quello in rete

Si può dire che questa trasposizione digitale sia stata l’ovvia conseguenza dei tempi che cambiano, con nuovi strumenti che sono entrati diffusamente a far parte della nostra vita. Strumenti che bisogna saper usare in modo corretto. 

Nel cyberbullismo accade dunque che prepotenze, offese, derisioni, prevaricazioni e minacce siano inflitte tramite l’uso di dispositivi tecnologici, quali pc, cellulari, tablet.

In molti casi comunque gli atti di cyberbullismo non avvengono isolatamente in rete, ma sono un seguito del bullismo classico. Capita spesso infatti che episodi di bullismo, sia fisico che verbale, vengano ripresi attraverso smartphone e in seguito condivisi in gruppi Whatsapp oppure pubblicati nei social network.  

bullismo

Chi sono i protagonisti di una azione di Cyberbullismo?

Nel cyberbullismo i protagonisti sono bene o male gli stessi del bullismo, ma possono avere caratteristiche e responsabilità diverse.
Anche per il cyberbullismo abbiamo:

  • il bullo (o cyberbullo), che agisce nascosto dietro la protezione offertagli da uno schermo, forte di un anonimato che in realtà non è mai completamente tale;a differenza del bullo classico, non per forza deve essere il ragazzo o la ragazza più grande o più forte fisicamente. Molto spesso i cyberbulli sono ragazzi più insospettabili, timidi e magari gracili, che prendono coraggio dal fatto di non doversi esporre in prima persona;
  • la vittima, che subisce gli attacchi online e che non sempre è un ragazzo, o una ragazza, considerato “sfigato” o debole. Può essere per esempio qualcuno in vista, che spicca per qualche qualità e suscita invidia;
  • gli spettatori, chi assiste agli attacchi online, sui social o nei gruppi Whatsapp. Possono assumere diverse posizioni, che ne modificano il ruolo e le responsabilità. Possono infatti restare indifferenti e limitarsi a guardare, senza fare nulla. Al contrario, possono intervenire in difesa della vittima, segnalando il comportamento del cyberbullo a qualcuno o direttamente al social network sul quale avviene l’attacco. Infine, possono diventare complici del bullo, mettendo un “like”, commentando un post, una foto o un video o, peggio ancora, condividendo il materiale incriminato su un proprio profilo social. Tutte azioni che vanno ad aumentare la diffusione e, di conseguenza, la portata dell’atto di cyberbullismo.

Forme di cyberbullismo

A seconda del tipo di azione si parla di varie forme di cyberbullismo, ciascuna delle quali, è bene dirlo subito, ricade in fattispecie di reato punibili dalla legge con sanzioni economiche e anche con la detenzione.

FLAMING (infiammare): invio di messaggi o commenti volgari, violenti o offensivi, allo scopo di alimentare appositamente scontri e litigi per il solo gusto di vedere le persone discutere;

HARASSMENT (persecuzione): invio ripetuto di messaggi, mail, commenti denigratori e molesti, con l’obiettivo di ferire una vittima ben precisa;

DENIGRATION (denigrazione): presa in giro, diffondendo mail, sms, post in cui viene attaccata la reputazione di una persona, arrivando anche a far circolare notizie inventate;

EXCLUSION (esclusione): esclusione intenzionale di una persona da gruppi su social, chat o videogiochi, allo scopo di isolarla;

OUTING o TRICKERY (raggiro o inganno): il bullo, una volta ottenuta la fiducia della vittima, ne raccoglie confidenze e racconti personali o imbarazzanti per poi rivelare tutto ad altre persone tramite la rete;

CYBERSTALKING: invio ripetuto e persecutorio di messaggi con offese o minacce con l’obiettivo di spaventare la vittima. Spesso le minacce possono concretizzarsi in atti di aggressione fisica;

IMPERSONATION (fingersi un altro): creazione di profili sui social network copiando nomi di altre persone, o appropriandosi delle loro password, per poi inviare messaggi offensivi o volgari a nome loro ad altre persone.

MIUR – Definizione di Cyberbullismo