Federica Boniolo/ Settembre 19, 2019/ #Unitiinrete, Educazione digitale

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Qualche giorno fa, sulla nostra pagina Facebook abbiamo pubblicato questo articolo, in cui viene smentita una notizia che sta circolando in rete.

Un esempio, innocuo, di fake news o manipolazione della realtà, quindi. Proprio in quanto notizia innocua, viene da chiedersi perché sia stata inventata. Di fatto, al giorno d’oggi, chiunque possieda un profilo social, può improvvisarsi “giornalista”, raccontando al suo pubblico episodi o riportando fatti sentiti da altri. A volte, arrivando a manipolarli per qualche interesse o scopo personale. “L’ho letto su internet!” per molti, erroneamente, rappresenta prova inconfutabile della veridicità di un contenuto.

fake news

La viralità, dalla piazza alla Rete

Una volta, se si voleva diffondere uno scoop o un pettegolezzo, vero o finto che fosse, si ricorreva a vecchi metodi infallibili. Se ne parlava in piazza o lo si raccontava al pettegolo del paese, e il passaparola era assicurato! Oggi basta scrivere un post, condirlo di dettagli che tocchino l’emotività e i valori delle persone, e il gioco è fatto: in breve tempo una notizia diventa virale. Il guaio è che da quel momento diventa difficile, anzi impossibile, tornare indietro o convincere chi l’ha condivisa (e letta!) che era falsa.

Il giornalismo di oggi si basa spesso sulla distorsione dei fatti. Specialmente quando si parla di politica, i giornali più schierati a volte presentano i fatti utilizzando dei punti di vista poco oggettivi, pur di mettere in cattiva luce il rivale. Ma quella delle fake news o della manipolazione dei fatti non è esclusiva della politica, o delle testate giornalistiche.

La rete ci espone ad una mole di informazioni che risulta spesso difficile da gestire. Ciò ha favorito la crescita esponenziale dell’analfabetismo funzionale, ossia quel fenomeno per cui non si riesce a comprendere, o non si sa usare, quel che si legge. Le persone, complici anche la pigrizia e la fretta, tendono a leggere i contenuti in modo superficiale, fermandosi spesso ai titoli o alle immagini. Se questi vanno a toccare tasti emotivamente delicati o suscitano indignazione, parte la condivisione virale.

Mettere in giro la voce falsa secondo cui un cortometraggio avrebbe vinto un premio non comporta particolari conseguenze. Ma il più delle volte le notizie inventate possono avere conseguenze anche molto gravi. Qualcuno ricorderà il caso del ragazzo di Parma accusato di pedofilia. Provate ad immaginare se dovesse capitare a voi di svegliarvi una mattina e scoprire che centinaia, se non migliaia di persone hanno condiviso una notizia falsa che vi riguarda. Un incubo!

Per questo fare educazione digitale significa anche insegnare alle persone a distinguere tra una notizia vera e una falsa. Ragazzini o adulti non importa, l’analfabetismo funzionale interessa tutte le età, ed anzi sono gli adulti che condividono con più facilità le fake news.

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Come smascherare una fake news

Da dove partire? Di seguito alcuni consigli pratici di base per tentare il debunking (smascheramento delle notizie false):

  • innanzitutto, leggere sempre fino alla fine un post o un articolo prima di condividerlo;
  • controllare sempre la fonte di un contenuto, ossia la persona che l’ha scritto, il giornale o il sito che l’hanno pubblicato. La diffusione delle fake news avviene spesso tramite siti dal nome che riprende, storpiandolo, quello di una testata giornalistica reale. Il Fatto quotidaino, La Nozione, Panorana…vedete niente di strano??
  • se il titolo è preceduto dalle scritte “ULTIM’ORA” o “NOTIZIA SHOCK”, si tratta di clickbaiting, cioè titoli acchiappaclick. In genere le notizie riportate sono distorte in modo strumentale per aumentare gli accessi al sito (e i guadagni!);
  • verificare tramite ricerca su Google se qualcun altro in rete parla della notizia e se è riportata da altre fonti;
  • controllare la data! Spesso infatti vengono presentate come recenti notizie datate, oppure vengono usate foto vecchie abbinandole a notizie attuali.

La condivisione di notizie o contenuti spesso è causato dal bisogno di rafforzare le proprie convinzioni. Si è portati a credere maggiormente a qualcosa che è in linea con le proprie credenze, con i propri valori, rispetto a qualcosa che va contro. Il fatto grave è che molte persone, una volta messe di fronte alla palese falsità di un contenuto, stentano ugualmente ad ammettere di aver preso un granchio!

Per questo, insegnare alle persone a fare attenzione a ciò che leggono online è importante, ma la cosa su cui puntare è riuscire a rendere la loro mente aperta al confronto e ad un pensiero diverso dal loro.
La rete, se utilizzata con questo spirito, rappresenta una enorme occasione di crescita!

 

 

 

 

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