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Il primo amore…si conosce online!

a cura di Marianna Martini


“Sai oggi sono 3 mesi che usciamo insieme…”

“Ah sì? Auguri! Ma vi siete già visti?”

“Ci siamo whatsappati, twittati, inviati snap e messaggiati in direct!”

“Sì, ok. In questi 3 mesi, però, vi siete visti?!?”

Unitiinrete

Non siamo davanti ad una scena da film, ma a quello che spesso sentiamo raccontare dagli adolescenti che incontriamo. Inoltre, recenti studi, dimostrano come 1 adolescente su 3 sia più propenso a “fidanzarsi online” o a iscriversi ad una chat di incontri per conoscere la sua prima fiamma. 

Se questo fenomeno si stava già delineando prima, con l’avvento della pandemia la sua diffusione a macchia d’olio è raddoppiata.

Proviamo a capire insieme il perché.

Prima di tutto è doverosa una premessa: dal tempo dei tempi l’adolescenza è un periodo difficile, fatto di cambiamenti, sfide, paure e scoperte. Mi trovo costretto a scoprirmi come uomo/donna con tutti i conseguenti cambiamenti fisici e psicologici, a decidere cosa farne del mio futuro, mentre combatto per la mia indipendenza e per la ricerca di un’identità che mi vesta a pennello, in un mondo ogni giorno più caotico. Aggiungiamo a questo la pressione sociale. Amici, genitori, nonni e sconosciuti che si sentono in dovere di porre e pretendere una risposta alla fatidica domanda “Ma tu ce l’hai un/una ragazzo/a? Non ancora? Ma come?!” a cui vorresti rispondere un secco “Tra un buon risultato a scuola o nello sport, la lotta con l’acne e contro il futuro che avanza, dove pensi che trovi il tempo per una relazione?!?” e invece ti limiti ad un timido NO.

Ecco che la domanda, all’apparenza innocente, diventa un tarlo con il potere di farci sentire tremendamente inadeguati, indietro rispetto al mondo che avanza. Come fare, dunque, ad aggiungere anche questo tassello, senza incorrere in ulteriori rischi? Ed è qui arriva in aiuto il web.

Dietro uno schermo infatti, un adolescente può “vetrinizzare” il proprio essere attraverso abili tecniche di corpo-packaging: filtri, preferenze di musica, libri, film che rispecchiano i gusti dei pari (magari non i propri ma questo non importa ora) e tutto quello che può contribuire ad avere una vita sociale socialmente accettabile. Man mano che affina la tecnica aumentano i like, i commenti e i messaggi in direct, segno che si sta andando nella direzione giusta. 

Mentre l’autostima virtuale cresce, quella reale viene messa da parte, dimenticandosi del fastidio dell’acne o del sudore eccessivo, della crisi adolescenziale o dei capelli biondi nella foto profilo che proprio non rispecchiano la realtà, ma attirano più di un saggio di filosofia. Fino a quando uno dei contatti interrompe la magia.

“Che ne dici, ci vediamo?”

In un attimo tutta la sicurezza acquisita crolla, torna ad aumentare la sudorazione, il battito cardiaco sale e la realtà ci esplode intorno. 

Ecco, quindi, la funzione protettiva del web, accessibile attraverso uno schermo che permette di lasciare fuori paure, insicurezze e sperimentarsi nel mondo dell’amore che sembra ancora così fondamentale e imprescindibile nella nostra società.