Federica Boniolo/ Marzo 21, 2019/ Riflessioni, Senza categoria

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Della tragedia sfiorata mercoledì, quando un autista ha dirottato un autobus con a bordo una cinquantina di ragazzi, si è parlato molto. Solo la prontezza di un giovane e il successivo efficace intervento dei Carabinieri, ha evitato un epilogo terribile. Indubbiamente la cosa ci ha sconvolto tutti, e la parola amore stonerebbe, legata a questo evento.

L’episodio ha avuto subito vasta risonanza in rete anche grazie ai video testimonianza di alcuni presenti che, come d’abitudine ormai, hanno immortalato il momento.
Internet e i device digitali ci hanno reso tutti un pò cronisti improvvisati. Basta avere a portata di mano un cellulare nel momento giusto, per finire col dare il proprio contributo all’informazione. Per alcuni vi è ormai proprio una corsa a catturare situazioni o eventi, ridicoli o drammatici che siano, per poi condividerli sui social.

L’analisi di questo comportamento, con i suoi pro e i suoi contro, lo rimandiamo ad altra occasione. Ciò che mi ha colpito in questo caso specifico, e che mi ha spinto a scrivere una riflessione, è altro. É un dettaglio particolare di uno dei video.
Una persona, ferma in auto nella carreggiata a fianco di quella in cui si trovava l’autobus dirottato, ha ripreso il momento in cui i ragazzini sono stati salvati. Nel video si vede la loro fuga disperata, alla ricerca di rifugio. Momenti concitati di grida e pianti, in cui all’improvviso si ode qualcosa di inaspettato. Ho riguardato il video più volte per esserne certa, poi ne ho avuto conferma anche da altri articoli in rete.

amoreFoto presa da Il Messaggero

L’amore urlato

Ad un tratto, si sente uno dei ragazzini in fuga urlare un “ti amo, io ti amo”. Non ci è dato sapere se tale dichiarazione fosse rivolta alla fidanzatina, oppure ad una compagna ignara prima di allora. Resta il gesto, il bisogno impellente di urlare il suo amore, che il ragazzino ha sentito in quel momento. Dopo minuti di terrore eterni, in cui Dio solo sa quali pensieri gli saranno passati per la testa.

E questo episodio mi riporta alla memoria qualcosa di simile accaduto poco tempo fa. Per la precisione lo scorso 3 febbraio. Quel giorno il giovane nuotatore Manuel Bortuzzo, fermo ad un distributore di sigarette in compagnia della fidanzata, fu ferito da colpi di pistola. La storia di Manuel è nota a tutti, e sono noti soprattutti il coraggio e la tenacia che questo ragazzo sta dimostrando.
Proprio lo stesso Manuel, il cui ferimento è stato immortalato da telecamere di sorveglianza, ha riferito un particolare di quel momento. Dopo essere stato ferito, mentre era steso a terra in attesa di soccorsi, ha detto per la prima volta “ti amo” alla sua ragazza.

Un bisogno impellente, in un momento in cui il suo timore era di non farcela, di morire. E non avere quindi più occasioni per esternare alla sua ragazza i suoi sentimenti. Chissà quando si è reso conto per la prima volta dell’entità del suo amore. Chissà in quante occasioni si sarà trattenuto dal pronunciare quella frase…Ma in quel preciso istante, con la morte davanti, ha sentito la necessità di farlo. La stessa sensazione l’avrà provata quel ragazzino mentre scappava da un incubo che poteva costargli la vita.

Love is all you need

E allora viene proprio da dirlo…l’amore è tutto ciò di cui si ha bisogno. Amore verso se stessi, verso i familiari, verso il proprio partner, verso gli altri. Nei momenti importanti della vita i nostri pensieri vanno alle persone che amiamo. Nei frangenti in cui temiamo di essere giunti al capolinea, ci accorgiamo che far sapere agli altri che li amiamo è una priorità.

L’amore è l’unica medicina che può salvare il mondo dalle tante brutture a cui assistiamo. Impariamo a non trattenerci, a non vergognarci, e “urliamolo” ogni qualvolta ne sentiamo il bisogno. Insegniamo fin da piccoli ai bambini che non ci si deve vergognare.  Insegniamo loro che ciò di cui bisogna invece vergognarsi sono la cattiveria e l’odio.
Puntiamo sull’educazione emotiva, forse è la sola cosa che ci potrà salvare.

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