Federica Boniolo/ Marzo 20, 2019/ Consigli per la lettura, Educazione digitale, Interviste

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Diamo il via con oggi ad uno spazio dedicato a suggerimenti per la lettura, attraverso recensioni o interviste con gli autori.
Cominciamo con un libro uscito nei giorni scorsi: Egophonia, edito da Hoepli.
Un saggio in cui si riflette sul ruolo che il cellulare occupa nelle nostre vite.
Chi sarebbe in grado oggigiorno di immaginare la propria vita senza di esso? All’autrice del libro,
 Monica Bormetti, è successo nel 2015, mentre era in viaggio in Indonesia da sola. Tre settimane di digital detox forzato. Per qualcuno quasi fantascienza!

Monica nasce nel 1984, il giorno dopo il debutto del Mac di Apple sul mercato. A 16 anni entra in possesso del suo primo cellulare. É l’epoca degli sms da 160 caratteri e del gioco Snake. Nel 2001 va a studiare in Nuova Zelanda e crea il suo primo indirizzo email per scrivere a casa. Si laurea in psicologia clinica all’Università degli Studi di Padova e durante l’Erasmus a Parigi nel 2007 apre il suo profilo Facebook.

Dal 2015 al 2018 lavora in una start up digitale; in quegli anni, durante un viaggio in Indonesia, le si rompe lo smartphone e così trascorre tre settimane di digital detox obbligato. In quell’occasione inizia a studiare il rapporto tra essere umano e digitale. Nel 2017 si trasferisce a Budapest e quella è la prima volta in cui sfrutta davvero i social per conoscere persone nuove. Nello stesso anno apre Smartbreak  con l’obiettivo di fare  divulgazione sul benessere digitale. Attualmente vive a Milano dove lavora come consulente nella formazione sull’uso consapevole dei media digitali in ambito aziendale e scolastico.

monica bormetti

Una psicologa con la passione per il digitale

Quando hai iniziato ad avere la passione per le tecnologie e il mondo del digitale?

“Nel 2015 ho iniziato a lavorare in una start up digitale, Openmondo GmbH. Ci occupavamo di siti web nell’ambito del turismo e per 3 anni mi sono occupata della gestione dei clienti che acquistavano il nostro servizio web. Quello è stato il mio inizio, lavorativamente parlando, nel mondo di internet. In realtà già negli anni precedenti sono sempre stata abbastanza vicina al tema visto che mio fratello si occupa di comunicazione online dal 2008 e spesso ho lavorato con lui su dei progetti.”

Come è nata l’idea di scrivere un libro?

“L’idea di scrivere un libro è nata un anno fa quando una casa editrice mi ha contattato per propormi di fare un testo sul tema del digital detox. Con loro non è andata a buon fine l’idea, ma intanto mi è iniziato a frullare in testa il pensiero di scriverlo davvero. Così ci ho ragionato, cercando di raggruppare tutte le informazioni raccolte nel tempo e pubblicate sul mio blog dall’anno precedente. Dopodichè ho presentato il progetto editoriale ad Hoepli, che ha subito sposato la proposta.”

Un libro per riflettere sull’iperconnessione

Descrivici Egophonia e spiegaci a chi è rivolto

“L’obiettivo del libro è lanciare una riflessione su come utilizziamo i media digitali, cercando di guidare il lettore a porsi delle domande sul suo rapporto con il cellulare in particolare. È rivolto agli adulti, a tutti quelli che sentono di usare “troppo” il proprio smartphone, di essere sovrastati dalle notifiche, di non riuscire a gestire la quantità di informazione in cui siamo sommersi.
Si tratta di un libro per adulti perché secondo me siamo spesso fuorviati dall’idea che il problema dell’uso dei media digitali riguardi i giovani, mentre chi ha qualche anno in più sembra non esserne toccato. Non sono d’accordo con questo punto di vista, ogni età ha questioni differenti da affrontare, anche rispetto all’uso dei media digitali. In #Egophonia ho scelto di parlare agli immigrati digitali, ovvero a chi col cellulare non c’è nato ma spesso fatica a gestirlo in modo sano.”

Alla luce della tua esperienza, sia come professionista-psicologa che come utente della rete, cosa ne pensi di questo particolare momento storico governato dalle tecnologie?

“Si tratta di un momento storico molto interessante, pieno di sfide e possibilità. Io sono estremamente entusiasta di essere nata in questi anni. Come tutti i cambiamenti forti (e veloci) dobbiamo però riuscire a starci cogliendone le potenzialità e stando attenti a non subirne, troppo, i costi. Quando parlo di costi intendo l’impatto sulle nostre capacità cognitive, relazionali e sul nostro corpo. Avere uno strumento così potente, che ormai è diventato un’estensione del nostro corpo, ha necessariamente un effetto sul modo in cui la nostra mente funziona.”

Ringraziamo Monica per la sua disponibilità, e consigliamo a tutti la lettura di Egophonia, per riflettere sulle tecnologie e per imparare a non diventarne schiavi!

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